Nel Medioevo e fino ai nostri giorni fu dato l'appellativo di CIVITA a tutti gli antichi centri romani, i quali avevano dappresso un altro paese, all'incirca dello stesso nome. La parola Civita indicava la residenza antica e i suoi ruderi ed è rimasta nel toponimo di molte città: per esempio Civita Castellana, Civita Lavinia (Lanuvio), ecc. Anche oggi gli abitanti di Norma quando vuole nominare Norba dice: CIVITA.
Dopo la caduta dell'Impero romano la lingua latina si era imbastardita anche con la pronuncia dei barbari, che si erano frammisti alla popolazione latina. La lettera B di NORBA si cambiò in M, così NORBA divenne NORMIA o NORMA come appare da un documento del 741 dopo Cristo. Sempre nel Medioevo e fino al secolo XIV Norma fu detta Norme oppure TERRA NORBARUM, probabilmente perchè le residenze della popolazione erano due: una sull'Antica Norba e l'altra sul posto di Norma moderna, sulla Rave dove era un castello fortificato fin dal tempo dei Romani, che portava il nome di Vicolo. Quando Norba fu completamente abbandonata, Norma tornò al singolare, perchè era rimasta una sola e non due come prima.
Durante la guerra tra Mario e Silla, Norba si alleò con Mario. In quel periodo vi erano ricoverati soldati provenienti da parti assai lontane: sanniti, lucani frammisti a cittadini romani e norbani. Norba per quanto vasta, sarà stata stipata molto più del solito. Il Generale Emilio Lepido che vi teneva l'assedio, era un uomo pratico e pensava al bottino che avrebbe ricavato dalla caduta di Norba. Costui dunque pensò che l'assedio di Norba andava per le lunghe, perchè la disperazione e la forte posizione rendeva eroi i Norbani. Allora escogitò uno stratagemma: si mise d'accordo con un traditore dentro la città, questi nella notte aprì una porta e gli armati vi si precipitarono dentro e si accese con le sentinelle una furiosa battaglia. I Norbani sorpresi nel sonno fuggirono all'impazzata. i più responsabili, temendo per sè la vendetta che Silla si era presa dei Prenestini, si uccisero l'un l'altro, altri si gettarono dalle mura, altri appiccarono il fuoco alle case perchè i nemici non avessero il minimo vantaggio. Nella piena notte si allargarono le fiamme ed in breve la bella cittadina fu una immensa torcia accesa sul monte che mandava sinistri bagliori rossastri sulla pianura terrorizzata. Non si hanno memoria dei superstiti. Passati i primi momenti, forse si sarà usata clemenza alle donne e ai bambini.
La distruzione di Norba si deve porre negli anni 81 oppure 80 a.C. Citiamo per intero il testo di Appiano sulla distruzione di Norba.
"Norba un'altra città antisilliana, resistette ancora aspramente, finchè penetrato in essa di notte per tradimento Emilio Lepido, degli abitanti inferociti per il tradimento, alcuni si suicidarono, altri si uccisero tra di loro, altri si impiccarono. Altri ancora, bloccate le porte delle case, vi appiccarono il fuoco... un vento sorto violentissimo a tal punto alimentò le fiamme, che nessun bottino si ricavò dalla città. Costoro dunque, morirono così da forti.
Nel 1533 i baroni Pietro e Francesco Caetani pensarono sul serio ad edificare un bel paese d'accapo. Cominciò Pietro a costruire sul Monte il palazzo baronale e la difesa castellana. Il criterio che guidò i costruttori fu quello difensivo. A questo scopo munirono la cittadina di due sole uscite: la Porta Maggiore e la Porticina, la prima verso il Borgo, l'altra verso Sermoneta. Oltre alle abitazioni popolari, vi furono anche case patrizie o distinte per pubblici uffici che conservano tuttora nella chiave dell'arco stemmi e decorazioni. Altre case di riguardo sono sotto la Piazza e lungo la strada che porta alla Chiesa parrocchiale. Il Palazzo Felici è del secolo scorso.

La vita a Norma ha ripreso a battere in questi ultimi anni con ritmo sempre più intenso, sono state costruite molte nuove case.Anche le case medioevali della Porticina e del Monte, dai tetti pieni d'erba e di muschio, ora sono messe a nuovo.La via dei Colli, che era un dirupo fiancheggiato da siepi e querce, ora è asfaltata e fiancheggiata da nuove abitazioni.Entrando nel paese c'è il Polverino, una contrada detta così perchè le rocce spolveravano una arena bianca e fina con la quale i vecchi asciugavano l'inchiostro, ebbene anche qui sono state costruite case fino alla Vignola. Tra i castagni e gli ulivi di Bainetta sono state sistemate tante ville, cosi come in via Passeggiata San Giovanni.
Ultimamente dal restaurato di un antico Seminario è stato ricavato un Hotel, immerso in un verde di 3 ettari, gode di una veduta eccezionale sulla pianura Pontina e sul Mare. E' stata costruita una Piscina ed un Centro Ippico. Dalla vecchia Casa comunale è stato ricavato un Museo storico virtuale. Durante l'anno si organizzano varie manifestazioni, Festa di S. Antonio Abate, Sagra dell'Olio, NorbanusFestival, Festa di San Rocco, Festa della Madonna del Rifugio, Festa della Madonna del Rosario, Sagra delle Castagne, Festa di S. Barbara.
Paese ideale per ospitare Turisti che cercano un momento di tranquillità e poter respirare a pieni polmoni l'ossigeno prodotto dal verde e dai boschi di Castagno e Querce che popolano la campagna di Norma. Ancor più ideale ad ospitare i Bambini provenienti dalla zona di Chernobyl.
Norma oggi ha una popolazione di circa 4000 abitanti.